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Credo ci sia un pò di confusione intorno alla parola “riciclare”.

Cosa significa riciclare?

Ri-ciclare significa tras-formare i rifiuti, in materiali ri-utilizzabili.

Impiegare nuovamente.  

Re-cuperare e ri-utilizzare materiali di scarto e di rifiuto.  

Ri-presentare qualcosa, che è già stato utilizzato, con qualche ritocco.

Re-impiegare, con mansioni differenti.

Ri-qualificare destinando ad altra mansione.

Ri-usare.

Perciò, non si tratta di riciclo se l’oggetto è acquistato apposta per un uso diverso da quello per il quale è nato, o se lo abbiamo estrapolato dal suo contesto e gli abbiamo dato un’altra mansione anche quando stava egregiamente facendo il suo dovere.

Insomma, se decidiamo di prendere una pignata che cucina ancora bene la pasta e ce la caliamo sulla testa per carnevale, non significa che abbiamo ri-ciclato la pignata, ma che abbiamo tolto a questa un compito da essa ancor bene svolto, per dargliene un altro.

È un nostro arbitrio che non ci dà la patente di “riciclante”,  dovremo comunque acquistare ancora o far fare il suo lavoro ad un’altra pentola (lei sì che si consumerà, se non avrà il destino di essere licenziata in tronco!). Abbiamo quindi fermato un ciclo.

Non ne abbiamo trovato uno nuovo dopo che il primo ciclo si è concluso/esaurito.

A meno di voler smettere di usare quell’oggetto che, quindi, rimarrebbe inutilizzato se non lo ri-utilizzassimo per qualcos’altro.

Detto ciò, non abusiamo del termine “riciclo” appioppandolo ad ogni oggetto/materiale al quale abbiamo assegnato un ruolo diverso per il quale è nato.

Non se l’oggetto non abbia prima vissuto almeno un ciclo, qualunque esso sia stato: ordinario o straordinario.

E tu cosa ne pensi?

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