Originally posted on 3/4 di Prospettiva

La storia umana recente, si sa, è stata regolata da un succedersi repentino di mode e di tendenze, negli usi e nei costumi da bagno. Spesso le mode e le tendenze hanno influenzato anche i pensieri, il gusto personale, la percezione del giusto e dello sbagliato, ma mai, come nel XXI secolo, si era giunte/i ad un tale grado di depravazione. Nel XXI secolo, e nello specifico negli anni recentissimi, oltre al gusto per le camicie floreali, per i più atroci esemplari di scarpe Nike e per la rasatura laterale al crine femminile, si allarga, sempre di più, una rapida macchia d’olio di dissolutezza e degenerazione dei valori:
sempre più individui si lasciano affascinare dalla moda omosessuale, o peggio ancora bisessuale, dalla moda della manifestazione di piazza e dalla richiesta dei diritti;
sempre più individui subsahariani sono colpiti dalla tendenza italofila, dalla pretesa che ci sia spazio anche per loro. E neanche hanno preso tanto bene l’intervento di Salvini, in Eritrea subito dopo la tappa napoletana,  che cercava un mero dialogo che li convincesse a restareacasaloro!
E poi, be’, e poi…c’è la moda femminista.
Cosa devo dire della moda femminista? Chi è che non ha mai litigato con una femminista in tempi recenti? Sono dappertutto, spuntano come funghi: alle cene, in famiglia, commentano i post su Facebook…che uno non può neanche scrivere una battuta sessita in santa pace che… 
Continua a leggere…

Annunci